Materiale di propagazione
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Materiale di propagazione autoctono
Il Lentisco è una pianta autoctona utilizzata nei programmi di rimboschimento per la costituzione di aree di rifugio

Nell'impiantare ex novo un area di rifugio, o nel volerne ripristinare una gia' esistente, e' fondamentale utilizzare materiale vivaistico sano, certificato e soprattutto proveniente da specie autoctone.
Sul concetto di autoctono, non sempre si puo' essere rigorosi; soprattutto in ambienti antropizzati di pianura o di collina sarebbe opportuno adottare un concetto piu' elastico di specie autoctona, includendo anche quelle specie introdotte da lungo tempo.
"Autoctono" deriva dall'unione delle parole greche "auto" (stesso) e "chthon" (terra) e vuol dire originario dello stesso paese nel quale vive, ovvero indigeno. Con riferimento specifico alla flora, il termine autoctono esprime un adattamento della specie alle condizioni ecologiche e pedoclimatiche del territorio nel quale si e' evoluta.

L'Enula e' un'erbacea perenne utile nel controllo di alcuni insetti dannosi alle piante coltivate e pertanto impiegata nella realizzazione di aree di rifugio

Di conseguenza una pianta autoctona vegeta e si riproduce in particolari condizioni climatiche e di luce ed e' in grado di instaurare rapporti funzionali o mutualistici con altre specie viventi , tendendo in condizioni naturali a creare un equilibrio stabile.
E' raro, ad esempio, che una specie montana possa adattarsi in un ambiente costiero o che una specie da sottobosco possa svilupparsi in piena luce; al contrario puo' accadere che una specie di un determinato paese, caratterizzato da particolari condizioni, possa adattarsi ottimalmente in un altro luogo, anche geograficamente lontano dal primo, ma caratterizzato da condizioni ecologiche simili. In questo caso, comunque, non sarebbe corretto parlare di specie autoctona poiche' essa potrebbe essere portatrice di alcuni caratteri che ha sviluppato nel sito di origine, e che potrebbero alterare l'equilibrio dell'ecosistema nel quale viene introdotta. Poiche' i caratteri distintivi, facendo parte del codice genetico di una specie, possono essere trasmessi per via sessuale, attraverso l'incrocio tra le piante indigene e quelle introdotte, si potrebbe avere un inquinamento del patrimonio genetico della specie autoctona, con possibile perdita di alcuni importanti caratteri.
Per incrementare la complessita' biologica dell'ambiente agricolo si possono utilizzare anche alcune specie introdotte da tempo in quel luogo, purche' siano in grado di creare rapporti funzionali complessi con altre componenti ambientali, arricchendo in questo modo l'agroecosistema

A questo punto sarebbe opportuno fare una precisazione sui termini: avventizia, naturalizzata, coltivata

Le specie avventizie sono introdotte da paesi lontani e si adattano a vivere in condizioni simili a quelle del luogo da cui provengono.
Le specie naturalizzate una volta introdotte nel nuovo territorio si sviluppano e si riproducono regolarmente competendo con le specie autoctone.
Le specie coltivate vengono introdotte anche da altri Paesi e successivamente possono subire un processo di inselvatichimento.


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